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Congresso Regione Sicilia INTESA FP: Piccione riconfermato Segretario.

Celebrato il 15 ottobre u.s. a Palermo, presso l’Aula Rostagno (Palazzo delle Aquile), il Congresso Regione Sicilia della INTESA FP.

L’assise ha riconfermato all’unanimità, il Segretario uscente Peppe Piccione, che al termine dei lavori ha dichiarato:

“A prescindere dagli esiti congressuali, sono emozionato.
Emozionato per il clima che si è respirato durante i lavori.
Emozionato per le attestazioni di stima e per le dediche rivoltemi.
La fiducia riposta ancora in me, è motivo di orgoglio, e fa da sprone a cercare di far sempre meglio.
Ma farlo insieme al gruppo, perché per ogni risultato ottenuto, per ogni battaglia vinta dalla nostra Federazione, c’è stato sempre dietro un lavoro di squadra.
La squadra di cui faccio orgogliosamente parte e che mi onoro di rappresentare in Sicilia.”

I lavori hanno visto anche l’elezione del nuovo Consiglio Regionale (leggi qui) e dei Delegati al Congresso Nazionale che si terrà il prossimo novembre a Roma, che oltre Piccione sono, Cristoforo Alvich, Filippo Fiammetta, Maria Angela Lodato e Antonio Pedale.

La Camera dei Deputati, la Camera delle immunità.

camera-dei-deputatiIn pieno clima di lotta ad assenteismo e fannulloni nella PA, la Camera dei Deputati pensa bene di adeguarsi.

Il problema sta sul come, dato che il nuovo Regolamento approvato a Montecitorio e che andrà in vigore dal prossimo 10 ottobre, vieta di fatto di poter effettuare riprese video o scattare fotografie “non essenziali per l’esercizio del diritto di cronaca relativo alla svolgimento dei lavori in Aula”.

Questo quanto si apprende dalla testate giornalistiche nazionali.
Ma, cosa si intende per “non essenziali”?

Beh, magari qualche momento di “meritato relax”.

Ogni caso di assenteismo, è sempre giustamente, balzato agli onori della cronaca, con tanto di riprese e fotografie diffuse dai media nazionali e locali, ma dal 10 ottobre per qualcuno non sarà più così.

La Federazione INTESA FP, ha sempre condannato e condannerà, qualsivoglia comportamento dei lavoratori atto a frodare le Istituzioni e quindi il Paese, ma apprendere che proprio chi siede in Parlamento a rappresentare i cittadini, possa essere immune da ciò per cui i “comuni mortali” non sono, non può che farci inorridire.

Adesso, a chi da sempre vede il lavoratore pubblico come il padre di tutti i mali del nostro Paese, le dovute riflessioni.

Giuseppe Piccione
(Segretario Regione Sicilia)

Rinnovo contrattuale PA: In Legge di Stabilità, previste dal Governo risorse per una vera e propria elemosina.

Elemosina

Qualche mese fa avevamo chiaramente preannunciato (leggi qui), quanto si sta per verificare.
Dopo 6 anni di blocco contrattuale, solo 300 milioni di euro circa, previsti in Legge di Stabilità, per il rinnovo dei contratti PA.
Per i non addetti ai lavori, sembra una gran cifra, ma tradotto parliamo mediamente di circa 10 euro di aumento mensile pro capite.
Insomma, una vera e propria elemosina.
Adesso sono ovvie e legittime, le reazioni di sdegno dei lavoratori e gli attacchi al Sindacato. Attacchi per molti versi giusti e condivisibili, ma per altri meno.
Per un momento quindi, spogliamoci delle vesti di dipendenti e indossiamo quelle di datore di lavoro, nel nostro specifico caso il Governo, e facciamo insieme questa considerazione:
“Ma perché mai, un datore dovrebbe impegnarsi a trovare risorse adeguate da investire sul personale, quando è risaputo che la protesta più forte che lo stesso personale riesce a mettere in campo, è lamentarsi in pausa caffè?”
Sembra di certo un concetto ed un pensiero atipico, se fatto da un esponente sindacale, ma è la pura e triste realtà.
Fino a che i lavoratori non cominceranno a considerare il Sindacato come uno strumento nelle loro mani, e non come un qualcosa che agisce al loro posto, il futuro sarà sempre più buio.

Giuseppe Piccione
(Segretario Regione Sicilia)

MAXCOM Augusta: Intervista al Segretario Regione Sicilia INTESA FP a FM ITALIA – 18.09.2015

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AUDIO DELL’INTERVISTA:

La nostra Italia, i nostri Governi: Si predica bene e si razzola male.

Doppia facciaSe ne sono sentite tante, forse anche troppe, in termini di PA, di Riforme e di Innovazione, e chissà quante ancora.
Quelle più condivisibili possono essere considerate le Norme di cui aspettiamo con ansia applicazione, che riguardano le responsabilità personali ed oggettive di chi “commette errori” nell’espletamento del proprio incarico, quali “responsabilità civile dei Magistrati” e “licenziabilità dei Dirigenti” (tra l’altro già licenziabili).
Ma se si deve seguire il medesimo principio di giustizia, correttezza e rigore; se si deve dare un segno di vero cambiamento del Paese, l’esempio lo si cominci a dare dall’alto.

La vera Riforma, sarebbe “partorire” una Norma per la quale anche i Governi ed i Parlamentari “complici di voti favorevoli”,  che varano Leggi e Decreti che palesemente creano danni allo comunità, devono pagare in solido.
Inconcepibile in poche parole, essere strapagati con soldi pubblici, per poi sparire nel nulla ed addossare ad altri le colpe, dopo aver arrecato grossi danni alla collettività.

Stesse considerazioni le si potrebbero fare in merito la riduzione degli Uffici Pubblici.
Riduzioni propagandate come la svolta per una crescita e uno snellimento della Pubblica Amministrazione.
Ma anche in questo caso, prima di “prescrivere” una cura dimagrante agli Uffici articolazione dello Stato sul Territorio, sarebbe stato opportuno prescriverla alle Camere e al numero degli “inquilini”.
Una sola Camera, formata da 300/350 Parlamentari al massimo, porterebbe ad una seria e sostanziale riduzione dei costi per le casse pubbliche oltre ad una rapidità di discussione dei Provvedimenti.

E pensare pure, che qualche giorno addietro, il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, in una lettera al Direttore di un noto Giornale, affermava che <<non si può morire di burocrazia>>.

Ministro Madia, Ministro Madia, come può parlare di burocrazia, quando una Legge o un Decreto Legge, impiegano tempi biblici per passare ripetutamente da Montecitorio a Palazzo Madama?

Giuseppe Piccione
(Segretario Regione Sicilia)

Colpevoli d’innocenza. Colpevoli di che?

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Non è il titolo del famoso film del ’99, ma semplicemente la condizione dei lavoratori pubblici nel Paese Italia.

Un Paese che diventa un aula di Tribunale americano dove da una parte l’Accusa, politici e giornalisti (escludendo quelli con la P e la G maiuscole), che provano in ogni modo a “massacrare” i presunti colpevoli.

Dall’altra parte gli imputati, i lavoratori (quelli con la L maiuscola), che tramite l’unico avvocato che può rappresentarli, il sindacato (ovviamente quello con la S maiuscola), devono dimostrare la loro innocenza.

E poi la parte più importante, la Giuria, l’opinione pubblica spietata e implacabile.

E proprio alla Giuria e ai Giudici, durante l’arringa difensiva che ci si dovrebbe rivolgere con il rispetto dovuto, ma con la fermezza delle proprie ragioni, e dire:

“Signori della Corte e Signori della Giuria, ma che colpe hanno queste persone?

Forse la colpa di avere un lavoro definito stabile, in un Paese dove il lavoro è utopia?
E quindi di essere considerati privilegiati?

Forse la colpa di lavorare per delle Amministrazioni che non pensano alla loro formazione?
E quindi di apparire a volte come fannulloni?

Forse la colpa di essere anche loro esseri umani, madri e padri?
E quindi di fruire di permessi sanciti dalla Legge, a tutela della propria salute e a tutela della maternità e paternità?

O forse la colpa di non essersi mai seriamente ribellati, ad un sistema che proprio questo ha voluto e che in tal modo li ha dipinti?”

“Signori della Corte e Signori della Giuria, li difronte abbiamo quella che oggi è la pubblica accusa, ma che per anni ha fatto e disfatto di questi lavoratori, ciò che ha voluto.

Ne ha fatto strumento per aumentare i consensi elettorali e per aumentare la vendita di copie.
Li ha usati per creare la guerra tra poveri e scaricare su di loro ogni responsabilità della cattiva politica e della cattiva informazione.”

“A Voi, Signori della Giuria, il verdetto finale, la decisione di assolvere o meno, questi <<Colpevoli d’innocenza>>.”

Giuseppe Piccione
(Segretario Regione Sicilia)

Da Siracusa, un documento di denuncia dei lavoratori del MIUR, indirizzato al Presidente Renzi ed al Ministro Giannini.

Ministero IstruzioneI lavoratori dell’Ambito Territoriale di Siracusa, inviano una nota di protesta al Presidente del Consiglio ed al Ministro della Pubblica Istruzione, in merito le condizioni che a fronte dei continui tagli e del mancato turn-over, devono vivere quotidianamente per sopperire alle esigenze dell’Amministrazione.
Riportiamo di seguito e testualmente, il documento pervenuto per conoscenza alle Segreterie Nazionali delle OO.SS. del pubblico impiego in data 15 luglio u.s.:

Denuncia stato di disagio in cui versano gli Ambiti Territoriali

“Noi dipendenti in servizio presso l’Ambito Territoriale di Siracusa esprimiamo la nostra solidarietà ai colleghi degli Uffici Scolastici Provinciali del territorio nazionale che recentemente hanno ripetutamente ribadito lo stato di disagio e di precarietà in cui versano i nostri Uffici.
Siamo ben consapevoli della criticità economiche del nostro Paese ma troviamo difficili da sopportare i provvedimenti adottati nei confronti di noi pubblici dipendenti.
Ormai da tempo vediamo continuamente diminuire il personale in servizio e da decenni non si verificano nuove assunzioni né se ne prevedono nell’immediato futuro.
La situazione sarà prossimamente ancor più aggravata dall’applicazione della L.190/2014 art. 1 Comma 331 che prevede dal /09/2015 il ritorno nelle proprie sedi di servizio del personale della scuola comandato/utilizzato presso i nostri Uffici.
Adesso si approssima un periodo da sempre altamente critico per il succedersi di gravosi adempimenti connessi con il corretto e puntuale avvio dell’anno scolastico ed il personale è chiamato ad osservare turni di lavoro prolungati ed impegnativi.
Il personale in servizio è ormai demotivato per la quantità dei sacrifici richiesti senza avere in cambio prospettive di crescita né professionale né economica; piuttosto vede sottratti quotidianamente forme di diritto in passato ampiamente riconosciute.
Per i nostri Uffici erano stati previsti compiti di supporto e consulenza, invece abbiamo continuato a svolgere i compiti amministrativi previsti per gli ex Provveditorati, nonché tutta una grande quantità di adempimenti di rilevante importanza; bersagliati da normative scolastiche sempre più complesse e farraginose con dotazioni informatiche insufficienti o inadeguate e con personale sempre più ridotto, meno motivato e con professionalità alle volte non adeguate perché casuali e non programmate in base ai compiti attribuiti.
Per quanto largamente esposto anche dai nostri colleghi di altri ambiti riteniamo che, pur non potendo esimerci dall’essere parte del cambiamento generale della Pubblica Amministrazione, vorremmo che, oltre a puntare il dito sui pubblici dipendenti per trasformarli nel capro espiatorio dell’inefficienza delle PP.AA. agli occhi dell’opinione pubblica, si torni a mostrare interesse per le nostre problematiche lavorative e si tornino a riconoscere i nostri diritti:
• dotazioni organiche adeguate;
• nuovo e più razionale scadenzario delle procedure distribuito nel corso dell’anno solare;
• totale informatizzazione delle procedure;
• rinnovo dei contratti economici;
• pagamento in tempi brevi dei salari accessori;
• flessibilità nel raggiungimento dei limiti di anzianità per avere accesso alla pensione;
• sblocco del turn-over.
Tutto ciò è dovuto a quanti nelle sedi periferiche si adoperano ormai da anni in situazioni sempre più difficili e con un’età media sempre più elevata perché sia riconosciuto il diritto di essere considerati persone e non numeri e perché sia possibile contribuire con il dovuto orgoglio e senso di appartenenza ai nuovi programmi di cambiamento.”

Siracusa, 09.07.2015 – Firmato: le RSU e i lavoratori.

 

Non possiamo che condividere quanto esposto dai colleghi e per questo motivo abbiamo deciso di pubblicarne per intero il testo, ed aggiungiamo che un così significativo documento “redatto” da tutti i lavoratori uniti, a prescindere dall’appartenenza sindacale, evidenzia che quanto denunciato da sempre dalla INTESA FP e dagli altri Sindacati, “magari” un reale fondamento lo ha, nonostante chi sta a Palazzo Chigi dice che tutto va bene e che le Organizzazioni Sindacali sono un problema.
<<Da sempre manifestiamo il nostro disappunto nei confronti delle politiche dei vari Governi in tema di PA e pubblico impiego, una categoria solo bersagliata da misure vessatorie, critiche e appellativi spesso offensivi, grazie ai quali la politica acquisisce voti e i giornali vendono copie.
Una categoria, quella dei dipendenti pubblici, a cui viene chiesto tanto in cambio del “minimo sindacale”.>>